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La storia del Ristorante "Minicuccio" incomincia nel lontano 1910 quando Michele inaugura una piccola cantina che diviene presto un luogo di ristoro per gli abitanti del paese e per tutti i viandanti che amano intrattenersi a bere vino, a giocare e a mangiare qualcosa.
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Con il passare degli anni il verde, l'odore del vino e il sapore dell'amicizia sono rimasti inalterati e la famiglia Pagliarulo continua a tramandare e a coltivare "l'arte del buon mangiare". L'unico cambiamento è nel nome, tuttavia si giustifica nella tradizione patronimica. Per questo motivo il locale che inizialmente viene denominato la cantina "di Michele", nel momento in cui viene tramandata al figlio, diviene la cantina "di Antonio", fino a giungere all'attuale nome "Minicuccio"(Domenico all'anagrafe). Se inizialmente è il vino a essere il protagonista dell'attività, ben presto sempre più spazio viene riservato alle mani esperte e sapienti delle donne di famiglia che riescono a promuovere la cantina in un'adorabile trattoria e infine in un prezioso ristorante dalla capienza di 350 persone.
Oggi il ristorante "Minicuccio" è gestito dalla quarta generazione: Franco, professore di Lettere, insieme agli altri fratelli, accompagna ogni palato curioso in un viaggio sensoriale, ma soprattutto storico nei meandri della gastronomia del territorio. Ogni piatto porta con sé l'eco indistinta di un passato lontano, perché ognuno racconta una lunga storia che la famiglia Pagliarulo custodisce e tramanda come una vera ricetta di vita, da assaporare fino in fondo e con lentezza, lasciando che il tempo si fermi per un istante.
Soltanto una ricerca appassionata può aver portato a recuperare e riproporre un patrimonio culinario che puó vantare ben 89 primi piatti, 56 secondi e 30 di quelli che impropriamente definiamo "contorni", ma che un tempo rappresentavano una cena semplice e frugale.
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